• Psicologia: cosa fare quando finisce un amore

    Psicologia: cosa fare quando finisce un amore

    La fine di un sentimento forte che ci ha legato a una persona è un evento traumatico della vita che deve essere affrontato con tutti i rischi del caso. Fare finta di niente o al contrario crogiolarsi in un dolore senza fine non solo le soluzioni giuste. Un minimo di razionalità deve esistere sempre: guarire da una sofferenza prepara a una felicità maggiore e aiuta a capire gli eventuali errori commessi. Il lutto da separazione può durare mesi o addirittura anni: in genere, è proporzionale al tempo trascorso con la persona amata, ma uscirne fuori è un percorso comune che si fa a prescindere.
    Spesso ci si concentra unicamente sugli aspetti ‘catastrofici’ che implica la separazione, eppure un approccio più razionale aiuta a superare questo momento duro e difficile. Ecco alcuni step importanti da affrontare:

    – Analisi: bisogna capire cosa è accaduto e apprendere dall’esperienza. Analizzare gli eventuali errori di entrambe le parti della coppia serve a capire se, quando e perché si è sbagliato. All’inizio non è facile poiché si è offuscati dal dolore che non ci permette di essere lucidi nell’analisi di ciò che è accaduto ma la comprensione di ciò che non ha funzionato ci permetterà di fare una maggiore chiarezza dentro noi stessi. La lucidità mentale è l’unica cosa che può per rimetterci in piedi dopo ogni caduta.

    – Concedersi il “periodo di lutto“: Il trauma del distacco deve essere elaborato, metabolizzato e digerito. Solo il tempo può aiutare a farlo nella maniera migliore. Bisogna affrontare il dolore senza scappare.

    – Prenderla di petto: quando finisce una storia sentimentale molti sono disorientati. Non avendo idea di cosa fare molti si chiudono a piangere in casa, altri continuano a rincorrere i fuggitivi, altri ancora utilizzano i figli come arma di ricatto. Dopo un primo periodo dove è normale lasciarsi guidare dalla rabbia, bisogna evitare di prolungare l’agonia si rischia di generare meccanismi distruttivi nei confronti del nostro benessere psicofisico. È più sano imparare a fermarsi gestendo il tempo in modo diverso: riscoprire i propri interessi, le amicizie lasciate indietro, le attività che si facevano nel passato. Sarà fondamentale a un certo punto riprendere in mano le redini della propria esistenza: nuovi amici, nuove idee e progetti e nuovi obiettivi.

    – Positività da chi ci sta incontro: in questi periodi bisogna circondarsi solo da persone che ci fanno stare bene. Al bando amici depressi, negativi e spara sentenze (es. “Te l’avevo detto io che non era quello giusto/a…”).

    – Fare qualcosa di stimolante: iscriversi a corsi, incontri di associazioni e volontariato libera la mente e permette di concentrarsi su un nuovo percorso. Inoltre, si incontrano persone con interessi simili e se ne conoscono delle nuove (cosa ideale da fare quando con l’ex compagno/a si condividevano tutte le cerchie di amici).

    – Se il dolore è troppo forte, farsi aiutare da uno specialista: non sempre è facile farcela da soli. Quando si è provato di tutto per uscirne fuori ma si è sempre al punto di partenza, è meglio rivolgersi a uno psicoterapeuta che aiuterà il paziente a prendere consapevolezza emotiva facendo emergere e guarire i disagi più profondi.